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CENNI STORICI Print E-mail
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cartolina3 
Anche questo piccolo paese, terra d'origine della bellissima duchessa Elena Muti che incantò il conte  Andrea Sperelli, nel “Piacere” di Gabriele D’Annunzio, ha  una sua storia da raccontare.

 

Correva l’anno 833 quando il conte di Chieti, Trasmondo II, donò il castellum Serni al monastero benedettino di S. Stefano in rivo maris, situato sulla sommità di una collina,  lungo la costa  teatina, nei pressi di Casalbordino.

scerni3A testimonianza di ciò, una bolla di papa Leone IX del 1053 assicura che il castellum de Serni era tra le pertinenze di tale monastero.Nel XII sec. il borgo fortificato di Sarnem era feudo di un cavaliere tenuto da Robertinus Altini, a sua volta feudatario dell'abate di S. Stefano in rivo maris, e documenti del XIV sec. attestano l'esistenza, in castro Sarnii, della chiese di S. Maria e S. Panfilo, che pagavano  le decime al monastero cistercense di S. Maria Arabona,[1]

La chiesetta rurale di S. Maria, raffigurata su una tavola dell’Atlante della Reintegra dei Regi Tratturi del Capecelatro, era situata lungo l’antica strada che da Scerni menava ad Atessa, sul piano prossimo al Tratturo, da lì il nome “Madonna della Strada”.

Questa chiesetta aveva un portico per il ricovero dei pellegrini e per i pastori che sostavano per trovare un riparo dopo i lunghi km percorsi con il loro gregge; infatti, le vie del Tratturo, erano costellate di santuari e chiesette, e la devozione popolare ed il rispetto per i Santi e le Madonne erano molto sentiti. 

scerni4Secondo una leggenda, la Madonna custodita all’interno avrebbe sostituito un antico simulacro della Madonna che sarebbe stato ritrovato su un albero di fico e in seguito portato via di nascosto durante la notte da alcuni atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perché all’improvviso divenne talmente pesante che neppure la forza di sette paia di buoi riuscirono a spostarlo. 

Il territorio del Comune di Scerni e’ attraversato da due antichi tracciati la cui presenza testimonia una attivita’ umana di grande importanza storica e sociale: la Transumanza.

 

transumanzaLo spostamento stagionale di uomini e greggi che alla fine della primavera e all’inizio dell’autunno percorrendo a piedi centinaia di chilometri ha caratterizzato fortemente l’ambiente e la cultura abruzzese .

 

Il tragitto dei transumanti avveniva lungo una rete regolamentata di larghe vie erbose: i tratturi.

 

I tratturi seguivano itinerari fissati dall’uso nei millenni , soprattutto a partire dall’epoca romana, quando la pastorizia abruzzese assunse il carattere transumante che ne consenti’ l’eccezionale sviluppo.

 

 

 

 

 

VILLA SAN GIACOMO, è situata lungo le vie del tratturo, dinanzi all'antica Chiesa Tratturale dedicata a San Giacomo, una via ricca di storia e di suggestivi racconti che si tramandono dai nonni ai padri.

 

 

 

 

 

 

 

PERSONAGGI  ILLUSTRI

 

 

Questo paese ha dato i natali  a personaggi che si sono distinti o per il loro valore, come il Garibaldino Emiliano Marrollo, Leonardo Umile e Abramo Ranalli, medaglie d’oro durante la seconda guerra mondiale, o per le loro doti intellettuali, Panfilo, Luigi e Giuseppe  De Riseis, o per le doti morali, Monsignor Alessando De Risio,  arcivescovo di Santa Severina.

 

 

LEONARDO UMILE:

 

Nato a Scerni nel 1919, ucciso a Bigliolo il 7 aprile 1945, operaio, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

 Nel giugno del 1944, si aggregò al 1° Battaglione della 4a Brigata Garibaldi "Apuania", divenendone presto il commissario politico. Leonardo Umile, che per dieci mesi si era distinto per il suo coraggio, è caduto proprio in vista della Liberazione: il 7 d’aprile del 1945, "durante un violento attacco sferrato dai tedeschi, sostenne per quattro ore la lotta divenuta impari per le preponderanti forze nemiche e, aggrappato alla sua mitragliatrice, coprì con intenso fuoco il ripiegamento dei compagni. Ferito al viso, fu catturato e sdegnosamente rifiutò la libertà che gli veniva offerta in cambio del tradimento e della delazione. "Fate di me quel che volete" furono le ultime sue parole e il nemico rabbioso, dopo averlo ripetutamente colpito fino a ridurlo in fin di vita, barbaramente lo trucidò".

 

 

 

EMILIANO MARROLLO:

 

 

 

Un personaggio riscoperto  recentemente dal suo paese natale, grazie al ritrovamento di un manoscritto dell'ottocento che ha permesso la ricostruzione storica della sua vita, delle sue origini , delle tradizioni della festa del Patrono, dei soprusi di quel tempo da parte dei nobili nei confronti dei contadini.

 Il Testo è stato messo in scena da una  Compagnia Teatrale del Paese nel 1996 guidata dal Regista Di Iorio; nell’archivio del Comune è depositata la videocassetta e copia dell’intero manoscritto.  

E se adesso non siete stanchi, vi auguriamo una buona lettura delle pagine del suo manoscritto......

A voi fratelli e lettori miei carissimi presento la mia istoria... continua

 

 

 

 


 


[1] come si evince dal Libro delle decime del 1324-1325(Rationes Decimarum Italiane, Aprutium-Molisum, secc. XIII-XIV, a cura di P. Sella Città del Vaticano 1936).  
 

 

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