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IL PAESE
“Arrincimete sopra a na culline chi guarde la Majella e la marine” (Situato sopra ad una collina che guarda la Majella ed il mare),
sono proprio i versi iniziali di una canzone popolare a descrivere esattamente la posizione geografica di un paese di antiche e nobili tradizioni contadine: Scerni.
E’ disteso, infatti, su una dorsale collinare, a 281m. sopra il livello del mare, tra la Majella e la riviera adriatica, ed è a 20 Km da Vasto.
Affascina la bellezza del suo paesaggio collinare con i suoi filari di vite, gli oliveti ben coltivati e le distese dei campi di grano ma, senza dubbio si rimane incantati dai sapori genuini di questa terra tanto da definirlo il Paese dell’olio, del vino e della ventricina .
All’ingresso del paese si trovano raffinati palazzi in stile liberty in cui spiccano manufatti in ferro battuto dalle fogge originali.
E dalle famose colonnette, ecco la piazza De Riseis: una piccola terrazza che, affacciandosi verso le colline abruzzesi, ogni mercoledì mattina continua a celebrare l’antico rito del mercato scernese; essa è dedicata al barone Luigi de Riseis, (1831-1910); accoglie due antichi Palazzi: il palazzo baronale De Riseis ed il Palazzo Raimondi .
Il primo, costruito nel XVIII sec. sui resti del Castello di Scerni e in luogo di casette demolite, è di forma rettangolare,( in muratura a sacco, mista intonacata, con tetto a padiglione); caratteristico è il cortile che conserva la pavimentazione originale in ciottoli di fiume e laterizio ed ormai, è diventata una tradizione, che il cortile accolga nella settimana dell’Immacolata, la Scrippellata Scernese, una rassegna in cui le donne del paese cucinano e vendono per beneficenza le crispelle
Il Palazzo Raimondi, invece, deve il nome a Ferdinando Raymondi che lo acquistò nel 1810 dal Marchese D’Avalos; anch’esso del Settecento, a blocco accorpato, in muratura a sacco con mattoni faccia a vista e con tetto a padiglione. Recentemente restaurato, oggi è sede della Biblioteca comunale.
Nascosta dietro il Palazzo baronale, si erge la Chiesa parrocchiale del tardo Barocco dedicata a S. Panfilo, Patrono del Paese, con una elegante facciata in cotto; costruita con pianta a croce greca., su un tempio pagano ad impianto centrale preesistente con loggia antistante. Ampliata e trasformata in impianto longitudinale e trasformata in tre navate.
E da qui, come d’incanto, si snoda il caratteristico borgo medioevale di “Scerni vecchia”; vicoli e viuzze che serpeggiano intorno al Castello o Palazzo D’Avalos, costruito dai marchesi D’Avalos nel XVI sec. (in muratura a sacco in pietrame e mattoni,) e dove sono presenti tracce di torri angolari.
Un borgo spesso dimenticato ma che riacquista tutto il suo splendore nelle notti d’estate o nelle suggestive processioni che, attraverso la luce delle fiaccole e l’allegria dei suoni della Banda., ridonano quella nostalgica bellezza medievale.
Nei pressi dell’antico tratturo, sui resti dell’antica chiesetta tratturale, si erge il moderno Santuario della Madonna della Strada, che il 15 agosto alle ore 5 del mattino raccoglie molti fedeli con una solenne celebrazione e dove, a conclusione, vengono offerti pane e vino, i frutti della terra contadina, simbolo della fusione tra la vocazione agricola del paese e le feste religiose.
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